SCUOLA DEL BALLETTO DI TOSCANA: COMPAGNIA JUNIOR BdT - Nazionale Italiana Danza under 21
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SPETTACOLI
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LA BOULE DE NEIGE

di FABRIZIO MONTEVERDE da "Les enfants terribles" di Jean Cocteau
con FRANCESCA ANTONINI - MARCO BREGA - PATRIZIA PICCININI - FABRIZIO MONTEVERDE
Musiche originali di Pierluigi Castellano - Costumi di Eve Kohler - Produzione BALTICA
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Produzione del riallestimento 2012 nell'ambito del progetto RIC.CI / Reconstruction Italian Contemporary Choreography Anni '80/'90
Ideazione e direzione artistica Marinella Guatterini, Assistente alla direzione Myriam Dolce
Tutor: Amat (Ass.ne Marchigiana Attività Teatrali), Assessorato Cultura Comune di Urbino
In coproduzione con Arteven, Fabbrica Europa, Ravenna Festival, Teatro Comunale di Ferrara, Teatro Pubblico Pugliese, Teatro Grande di Brescia, TorinoDanza.
Sponsor costumi Gianni Serra
Personaggi e interpreti:
Paul.....................Mirko De Campi/Nicola Simonetti
Elisabeth.............Claudia Manto/Debora Di Biagi
Gérard.................Luca Cesa/Valerio Di Giovanni
Agathe................Alessandra Berti/Marta Papaccio
Note
La storia di un fratello e di una sorella: Paul ed Elisabeth, il loro amore, e il loro fatale dissolvimento.
La camera di rue Montmartre, uno spazio chiuso, vincolato, a cui se ne sovrappongo altri che lo ricalcano e lo rigenerano e dove i due fratelli recitano e agiscono, mentre altri due personaggi, Gérard e Agathe, che hanno l'indispensabile funzione di pubblico, accettano sedotti e atterriti di seguirli fino al tragico e inevitabile epilogo.
Come in un concerto da camera, dove il più piccolo suono o rumore ha l'importanza di un evento, qui l'apatia, il disordine, la malattia, il sonnambulismo, ma anche l'ilarità gratuita, il gioco, la complicità e, soprattutto, la neve e/o "la droga innata"; si spiegano lungo lo spartito della storia in ordine sparso, apparentemente casuale, collocati in un'atmosfera "viziata" dove tutto può succedere.
Anzi, dove tutto deve succedere.
Fabrizio Monteverde
La Boule de neige di Fabrizio Monteverde, terza produzione del Progetto RIC.CI/Reconstruction Italian Contemporary Choreography Anni 80/90, colpisce già sulla carta, per quella puntuale distribuzione di personaggi che preannuncia, - assieme alle note del coreografo, rimaste giustamente immutate -, il riconoscimento di una narrazione. La "trama" della pièce , nata nel dicembre 1985, è infatti espunta da un testo letterario di Jean Cocteau, Les enfants terribles (1929), davvero sconcertante per la sua temibile attualità, per come tratta con tragico rigore e impalpabile leggiadria un'età atrocemente felice e devastante come l'adolescenza. Eppure al profetico brillio di questo ancora freschissimo Cocteau, non poteva di certo pensare il giovane Monteverde, quando si accinse a creare la sua seconda prova d'autore...
La prima, Bagni acerbi (gennaio 1985), coincidente con il debutto della sua Baltica, compagnia ormai da tempo scomparsa, già lambiva baldanzose tensioni giovanili ma con ben altre modalità espressive, senza intenti narrativi, anzi "come in un piccolo musical", ricorda oggi l'autore, dal quale si evinceva una preziosa inventiva, un gusto per la composizione intimista, la fascinazione del teatrodanza, allora tendenza più che in auge. Erano, infatti, gli anni dell'affermazione anche italiana del genio di Pina Bausch e della prima onda dei suoi epigoni: una schiera cui Monteverde non ha mai appartenuto, anche se, curiosamente, quasi tutte le recensioni dei suoi primi lavori citano la grande coreografa di Wuppertal...
In Bagni acerbi, l'eventuale influenza del teatrodanza veniva molto diluita e sgranata in un movimento vaporoso, in bilico tra lirico e onirico. Dopo quell'exploit, davvero lodato, Monteverde decise, con un inconsapevole piglio "alla Merce Cunningham" (il maestro americano asseriva la necessità di non ripetere una seconda volta ciò che si era appena sperimentato), di focalizzare la propria attenzione sull'esatto opposto. Ovvero, di contrapporre a Bagni acerbi, esordio muscolare e dinamico, una nuova pièce dalla gestualità e dalla danza invece rarefatte, con tempi lunghi e atmosfere controcorrenti da teatro d'opera, o meglio da teatro tout court, ben poco simile a un balletto.
Dalla Boule de neige cominciava a dipanarsi un filone della danza contemporanea italiana molto diverso dalla ricerca in termini di energia pura, espletata, a esempio, nel contiguo Calore (1982) di Enzo Cosimi, o nella trasfigurazione visionaria e postmoderna di ogni possibile spunto letterario o drammatico, come nell'ironico e metafisico Duetto (1989) di Virgilio Sieni e Alessandro Certini. A questo filone "anti-astratto" si addiceva, al contrario, una penetrazione nel testo, ma per una restituzione non didascalica, non prevedibile, non asservita alla letteratura ma semmai, a un'urgenza espressiva che l'appoggio a quel determinato e particolare testo poteva potenziare. In altri termini "i ragazzi terribili" della compagnia Baltica si rispecchiavano a grandi linee, almeno per l'immaginario poetico e utopico, nei quattro protagonisti "maledetti" di Cocteau.
Baltica, come Occhésc di Cosimi, o Parco Butterfly di e con Sieni, era composta, nel 1985, da un gruppo di amici. Il loro leader Monteverde, teatrante, appassionato di cinema, si era formato nella pionieristica scuola romana di danza moderna retta da Elsa Piperno e Joseph Fontano e, come danzatore, era cresciuto nella compagnia dei due artisti assieme a Francesca Antonini, nipote di Alberto Savinio, e Marco Brega. La comune decisione di staccare l'importante cordone ombelicale portò alla formazione di un gruppo, con Patrizia Piccinini, attrice. Oggi non differiscono le modalità che agglutinano nuovi gruppi, ma il rapporto con la letteratura anche drammatica, parrebbe meno visceralmente personale, esistenzialistico. Quando c'è. Tale rapporto difficilissimo - "ben pochi testi sono davvero adatti alla danza e di questi valgono più gli spazi vuoti tra una parola e l'altra che le parole stesse, gli aromi e le atmosfere", conferma Monteverde -, sembra infatti appartenere poco alla ricerca odierna, mentre permane nella coreografia moderno-contemporanea (pensiamo ai tanti esempi danzati di testi classici o tragici, spesso scelti per la loro notorietà e, in apparenza, facile comunicativa), più interessata alla linearità del linguaggio che alla sorpresa di un progetto.
E invece nella Boule de neige del 1985 colpiva proprio la verve progettuale, nata anche dalla fascinazione di Monteverde per la pellicola di Jean-Pierre Melville, realizzata nel 1950 su commissione dello stesso Cocteau, e da una vaga nostalgia francese, dopo un anno bohémien trascorso a Parigi. Alcuni squarci dal complesso Cocteau/Melville erano inanellati nella forma di un raffinato e sensibile teatro (quasi) muto, fatto di microgesti ed esplosioni di danza, ma anche di canzoni francesi persino canterellate dagli stessi interpreti, accattivanti musiche di Pierluigi Castellano e brani d'opera, tratti da un desueto Orfeo barocco, quello di Sartorio. Si partiva dal rapporto malato dei due fratelli protagonisti di Les Enfants terribles, Paul e Elizabeth, in una stanza spoglia, con due letti, due sedie e un catino di plastica per inghiottire le gocce che piovevano dal soffitto come un artigianale segnatempo della memoria.
Quel luogo chiuso non era un qualunque luogo claustrofobico: era la camera, la chambre del racconto in cui si scarica "l'elettricità dell'Eros e del Fato, e dove, in una soffocante claustrazione scenica, i due adolescenti recitano - trasognati, spasmodici o prostrati - la vita della Poesia" (scrive Ivos Margoni nell'introduzione all'ultima edizione italiana di Les Enfants terribles).
"Il teatro della camera s'apriva alle undici di sera", informa Cocteau e qui i Paul ed Elizabeth di Monteverde intrecciavano i loro giochi crudeli, ilari o rabbiosi, e i loro amori ambigui e sospesi, lasciando all'altra coppia sedotta e atterrita, formata da Gérard e Agathe, l'indispensabile funzione di pubblico, di spettatori carcerieri di una relazione senza speranza.
Collage di sensazioni "fotografiche" e di visioni intime da sfogliare nella "camera-diario", La Boule de neige si riferiva già nel titolo in modo indiretto ma intuibile, alla particolare situazione in cui Cocteau scrisse, in soli diciassette giorni, il suo romanzo, cioè in un letto d'ospedale, fra il dicembre 1928 e l'aprile 1929, mentre si sottoponeva a una cura di disintossicazione dalla droga. Nella pièce emergevano, come dal testo, molte immagini di neve. L'antefatto della coreografia era ed è il lancio del durissimo sasso ricoperto di neve che colpisce al petto Paul (e fissa l'ingresso in scena di Gérard...mentre il lanciatore, Dargelos, non compare tra i protagonisti della coreografia: svanisce in Agathe, la sua sosia femminile). La neve è presente pure come allusione alla cocaina (neve in gergo): desiderio corruttore di un'adolescenza leggiadramente insana. Ancora una boule, una palla ma di droga-veleno, è il dono-messaggio di Dargelos che sancisce la fine di Paul...e il conseguente suicidio di Elizabeth. Eppure, non vi era alcuna prurigine viziosa nella pièce del 1985, al contrario una castigatezza dolorosa.
Il rapporto eventualmente incestuoso dei due fratelli, veniva inghiottito come i due letti da un escamotage scenografico che li faceva svanire nelle mura della stanza disadorna, mentre erano soprattutto le arie di Orfeo ed Euridice (controtenore/soprano) a creare, come spiega oggi il coreografo, "una sovrapposizione di ruoli", una mescolanza di generi sessuali già molto presente nel testo (con la "mascolinità" di Elizabeth, la somiglianza tra Dargelos, l'amato da Paul, e Agathe...), e restituita dall'opera barocca, "ove non si capisce mai bene quale sia la voce dell'uomo e quale quella della donna". Per il resto, immagini teatrali e di danza. Le prime avevano il sapore di citazioni - il nudo Paul, appollaiato sul letto, forse dal film Birdy (1984) di Alan Parker, o forse da Jean-Hyppolite Flandrin (Jeune homme nu assis au bord de la mer, 1836) - o di atletismo psicologico: l' arrampicarsi sugli invisibili pioli fissati alla parete, come sulla propria nevrosi. Quanto al bel tango in bianco e nero delle due donne rivali-complici, nasceva di soppiatto assieme agli assoli che si staccavano dalle pareti della chambre come altorilievi, in cui di volta in volta un personaggio vive e gli altri guardano, oppure vivono (ovvero danzano) in due o tutti e quattro, ma sempre nella dimensione paradossale che sta tra cielo e terra, paradiso e inferno.
Oggi la ricostruzione di La Boule de neige, affida ai giovanissimi della Compagnia di formazione Balletto di Toscana Junior, diretto da Cristina Bozzolini, prevede cambiamenti apportati dal coreografo. Appassionatamente legato alla sua pièce giovanile, fedele ai suoi passi, alle sue musiche, alla sua atmosfera grigio-notturna, Monteverde è altrettanto convinto della necessità di un restyling che ad esempio cancelli in parte la livida chambre, e la restituisca con l'aiuto delle luci e la circospezione degli interpreti. I costumi hanno perso la ruvidità fine anni Venti, suggerita con mantelline e collegiali calzoni al ginocchio dai disegni dello stesso Cocteau...e si sono sbilanciati per essere cronologicamente più vicini al film di Melville. La coreografia resta qual era: simile a un concerto a quattro, innervato di nostalgia da fissare o muovere con il rullio delle braccia e la fluidità del movimento, alla ricerca di emozioni dirette che colpiscano lo spettatore (anche dolorosamente) al cuore, come la boule, la palla, che ferisce Paul.
Marinella Guatterini
COPPELIA
drammaturgia, regia e coreografia di
FABRIZIO MONTEVERDE
musica di LEO DELIBES
costumi di Santi Rinciari
luci di Andrea Narese
***
Balletto in un atto (durata 1h. 20 min.)
liberamente ispirato all'omonimo balletto del repertorio,
interpretato dall'organico di 18 danzatori (9 coppie)
della Compagnia Junior BdT, diretta da Cristina Bozzolini
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"C'è un angolo della mente che non riesce a razionalizzare la paura del diverso e di ciò che non conosciamo, mettendo in evidenza tutte le nostre paure, anche le più infantili.
Il terrore di rimanere soli fa compiere tortuosi percorsi come in un racconto dell'orrore.
Coppelia non è altro che il punto di partenza per un viaggio che ha come meta la ricerca dell'altro, ovvero, l'Amore.
E' solo con questo indispensabile ingrediente che il sangue e la vita riescono a fluire dentro ad un corpo e a dare un senso all'esistenza.
La ricerca disperata di voler donare la vita è semplicemente la necessità di amare".
Con questa nuova creazione, nella settima stagione teatrale di ininterrotta attività della vivace ed agguerrita formazione dello Junior BdT, sempre rinnovantesi, con giovani talenti tutti formatisi nella Scuola del BdT, Fabrizio Monteverde e Cristina Bozzolini riprendono un percorso di solidale e feconda collaborazione artistica, più che ventennale, cui si devono alcune delle produzioni e delle esperienze più qualificate della storia e della cronaca della danza italiana di questi ultimi decenni. Questa nuova 'Coppelia' ne sarà testimonianza probante, nonché marchio di fabbrica di valori di eccellenza del 'made in Italy', anche nei panorami della produzione artistica di danza.
"Sulle tracce di Diaghilev" - Spettacolo di balletti
in co-produzione con Fondazione "I teatri" di Reggio Emilia
| Marzo | 8 marzo, presso il Teatro Ariosto di Reggio Emilia 28 marzo, presso il Teatro del Giglio di Lucca |
| Luglio | 24 luglio, presso l'Abbazia di San Galgano - Chiusdino (SI) |
| Dicembre | 3 e 4 dicembre, presso il Teatro di Rifredi di Firenze |
| Ulteriori programmazioni in via di definizione.
"STILI CON STILE" - Coreografie d'autore |
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| Aprile | 4 aprile, presso il Teatro Mancinelli di Orvieto 8 aprile, Incontri Internazionali Giovani Compagnie Europee presso il Teatro Saint Jean de Pied du Port (F) 11 aprile, Incontri Internazionali Giovani Compagnie Europee presso il Teatro Casino de Biarritz (F) 15 aprile, presso il Teatro Ponchielli di Cremona 27 aprile, presso il Teatro Sociale di Mantova |
| Maggio | 12 maggio, presso il Teatro Comunale di Vicenza 23 maggio, presso il Teatro Mengoni di Magione (PG) |
| Giugno | 7 giugno, presso il Teatro Velluti di Corridonia (MC) 8 giugno, presso il Piazzale del Cimitero Monumentale di Milano 25 giugno, presso il Teatro Comunale di Vicenza |
| Luglio | 9 luglio, presso l'Anfiteatro di Chioggia (VE) 22 luglio, presso la Villa Panfili di Roma |
| Dicembre | 19 dicembre, presso il Teatro Quartieri di Bagnone (MS) |
| Ulteriori programmazioni in via di definizione. | |
"STILI CON STILE" - Coreografie d'autore
Mauro Bigonzetti, Fabrizio Monteverde, Eugenio Scigliano, Eugenio Buratti, Arianna Benedetti, Cristina Rizzo.
| Febbraio | 8 febbraio, presso il Teatro Verdi - Pisa 13 febbraio, presso il Teatro del Giglio - Lucca 23 febbraio, presso il Teatro Ariosto - Reggio Emilia. Spettacoli per le scuole 24 febbraio, Memorial A. Sassi - Guastalla (RE) |
| Marzo | dal 26 febbraio al 2 marzo, Incontri Internazionali Giovani Compagnie Europee - Cannes (F) 3 marzo, presso il Teatro di San Giovanni Valdarno (AR) 21, 22, 23 e 24 marzo, presso il Teatro di Rifredi - Firenze. "La terra del rimorso", co-produzione "Pupi e Fresedde" 28 marzo, presso il Teatro di Vittorio Veneto (BL) |
| Aprile | 15 aprile, Rassegna Armunia presso il Castello Pasquini - Castiglioncello (LI) |
| Dicembre | 3 e 4 dicembre, Teatro di Rifredi - Firenze |
| Ulteriori programmazioni in via di definizione.
"STILI CON STILE" Sequenza d'inverno - "Sonata in la min." |
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| Febbraio | 8 febbraio, Rassegna di danza 2007 presso il TEATRO VERDI |